A proposito di Riccardo Peris

come tutti da bambino ero affascinato da quelle lucine che si accendevano solo di notte e grazie ad un bimbo che ho avuto l'opportunità di mettere l'occhio dentro ad un oculare. Da li la curiosità si è trasformata in emozione quando sono riuscito a trovare e vedere i primi oggetti e la passione si è accesa come una piccola stellina

M 97 Nebulosa Civetta

Deve il nome alle 2 macchie scure che possono sembrare gli occhi di un gufo. Ha circa 6000 anni e dista 2600 anni luce circa. E’ una delle più grandi nebulose planetarie con un diametro di circa 3 anni luce. La stella al centro è una nana bianca che ha una massa di 0,7 masse solari. La nebulosa invece presenta solo una massa di 0,5 masse solari la scarsa densità è probabilmente dovuta all’età della nebulosa stessa per via dell’espansione.

M 51 Galassia Vortice

Scoperta da Messier nel 1773 si compone di 2 galassie ben distinte ma che interagiscono la seconda più piccola viene catalogata come M 51b. E’ distante circa 31 milioni di anni luce ed ha un diametro di circa 75000 anni luce. E’ una delle galassie più luminose perché l’interazione con M 51 b ha determinato la formazione di moltissimi ammassi stellari. Data la sua luminosità fù la prima galassia della quale si studiò la struttura spirale.

M 82 Galassia Sigaro

La forma allungata ricorda un sigaro e da qui il suo nome dista da noi circa 12 milioni di anni luce. Conosciuta come starbust per via dell’interazione con M 81 la prima delle quali avvenuta circa 250 milioni di anni fa l’ultima delle quali 4/6 milioni di anni, queste interazioni vengono datate in questo modo per l’intensa formazione di stelle che si stimano nate in quelle epoche. Viene catalogata come galassia irregolare fino al 2005 quando vengono osservati all’infrarosso due bracci simmetrici. Con M81 fa parte dell’omonimo gruppo  che comprende 34 galassie situate tutte  nella costellazione dell’orsa distante in media 11,5 milioni di anni luce. E’ il gruppo di galassie più vicino al gruppo locale.

Le Pleiadi

Pleiadi
Pleiadi – Rossella Fava

Ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro. Conosciute anche come le 7 sorelle; chioccietta, e conosciuta come oggetto M45 nel catalogo di Messier. 5-6 stelle sono visibili ad occhio nudo anche da un cielo mediamente inquinato; sotto un cielo pulito se ne possono vedere fino a 12, con un binocolo l’ammasso appare già molto definito con strumenti più performanti invece si potranno vedere i dettagli e non l’insieme. le stelle sono circondate da nebulose a riflessione. L’ammasso è formato per lo più da stelle bianche o blu molto luminose. Si trova nell’emisfero boreale a circa 24 gradi nord di declinazione, quindi osservabile da tutte le aree popolate della terra; a nord del circolo polare appare circumpolare mentre ad 1 grado N dal tropico del Cancro si possono osservare allo zenith. Nell’emisfero nord è visibile da metà autunno all’inizio della primavera, in quello sud è un oggetto tipico del cielo estivo. Siccome sono poste a soli quattro gradi dall’eclittica sono frequenti transiti e occultazioni con corpi del Sistema Solare. molto frequenti quelli con la Luna, meno con i pianeti anche se più facile con quelli interni: affascinate il transito di marte che mette in contrasto il suo colore rosso con il peculiare azzurro dell’ammasso.

In giapponese Subaru.

Nel 1767 John Mitchel calcolò che la probabilità che l’allineamento fosse fortuito sarebbe stata 1 su 500000 quindi ne dedusse che erano fisicamente correlate. Messsier la inserì nel suo catalogo del 1771 come M45. fatto strano, ma non unico (ad es.:nebulosa di Orione o ammasso del Presepe), perché difficilmente si può scambiare per una cometa, probabilmente era in competizione con Nicolas Luis de Lacaille che nel 1755 compilò un catalogo con 42 oggetti.

Ha un’età stimata di 100 milioni anni ed avendo stelle poco dense si pensa che la sua vita sarà di altri 250 milioni. Il nucleo ha un raggio di 8 anni Luce mentre l’area interessata è circa di 43 anni luce. Ha un  contenuto di circa 800 masse solari. Sebbene la popolazione sia abbastanza uniforme contiene anche diverse nane bianche (probabilmente nane bianche per “sottrazione”)  e parecchie nane brune (con massa inferiore all’8% della massa solare) che sebbene rappresentano il 25 % del numero di stelle incidono solo per il 2 % sulla massa totale.

Le stelle sono contornate da Nebulose a riflessione la più intensa è catalogata come NGC 1435 ed avvolge Mereope a nord dell’ammasso e NGC 1432 che avvolge le stelle più occidentali. Le nebulose non sembrano essere il rimasuglio del processo di formazione perché in 100 milioni anni (età generalmente accettata) tutta la polvere o quasi dovrebbe essere dispersa dalla pressione di radiazione (venti solari). e’ molto più facile che siano dovute al transito nel mezzo interstellare polveroso, il tutto può essere confermato dal fatto che hanno differenti velocità radiali.

La costellazione del Toro
La costellazione del Toro

Precedentemente alle misurazioni del satellite Hipparcos (Esa 1980) le pleiadi erano stimate a 135 parsec, le misurazioni da esso effettuate erano di 118 parsec dopo le correzioni dovute ad un errore di calcolo la distanza venne aggiornata a 122 parsec cioè 339 anni luce. Hubble misura invece 135 parsec (440 anni luce circa) ma Hubble misurò su una sola stella mentre Hipparcos la media di 54 stelle. Nell’agosto del 2014 NRAO tramite una rete mondiale di radiotelescopi ha misurato la distanza in 443 anni luce che ad oggi è ritenuta la stima più precisa.

L’immagine è stata realizzata nel settembre del 2010 da Rossella Fava, utilizzando una Canon 7D non modificata su un riflettore newton Vixen R150S (150F5); si tratta di una somma, tramite PS, di 6 pose da 30″ non guidate e calibrate con 5 dark frames.