Oggetto del mese – Aldebaran

Generalità

E’ una stella appartenente alla costellazione del Toro. Con magnitudine 0,98 è la stella più luminosa della costellazione, nonché la 14° più luminosa nel cielo notturno. Ha Diametro medio 61,12 milioni di km ed è distante 65 al dalla Terra. Si tratta di una gigante arancione di classe spettrale K5III, circa 500 volte più luminosa del Sole ed una quarantina di volte più grande. Si tratta in realtà di una stella doppia, giacché possiede una piccola e debole compagna.

Aldebaran appare anche come la più luminosa delle Iadi, l’ammasso aperto che con le sue stelle disposte a forma di V marca la testa del Toro. Si tratta però solo di un’associazione apparente in quanto Aldebaran è sulla linea di vista tra la Terra e le Iadi, che si trovano in realtà ad una distanza doppia rispetto a quella in cui si trova Aldebaran. A poco più di una decina di gradi a nord-ovest di Aldebaran e delle Iadi è possibile osservare un altro fra i più noti ammassi aperti del cielo: le Pleiadi.

I mesi migliori per l’osservazione di questa stella sono quelli in cui il Sole si trova nella parte opposta dell’eclittica, cioè quelli che corrispondono all’inverno boreale. In particolare, i mesi più favorevoli per la sua osservazione sono dicembre e gennaio, ma è comunque osservabile, anche se non sempre per l’intera notte, nel periodo che va da ottobre ad aprile; la sua discesa ad ovest subito dopo il tramonto del Sole indica l’approssimarsi dell’estate boreale.

Luminosità comparata nel tempo

La velocità radiale di Aldebaran è +54,11 km/s. Ciò significa che si sta allontanando da noi a una velocità superiore a quella di tutte le altre stelle di prima magnitudine. Delle 300 stelle più luminose della volta celeste solo tre hanno una velocità radiale positiva superiore a quella di Aldebaran. Ne segue che in tempi passati Aldebaran, essendo più vicina alla Terra, appariva più luminosa di quanto non appaia adesso. In particolare, nel periodo che intercorre fra 420.000 e 210.000 anni fa, Aldebaran è stata la stella più luminosa del cielo notturno, prima di essere superata da Capella.

Raggio

Aldebaran è forse la stella il cui raggio è stato maggiormente misurato e studiato. Questa dovizia di misurazioni è determinata da tre caratteristiche combinate: grandi dimensioni, relativa vicinanza della stella alla Terra e occultazioni lunari. Tutti questi fattori facilitano la misura del raggio; in particolare l’occultazione lunare può essere sfruttata nel calcolo del raggio misurando il tempo impiegato dalla Luna ad occultare completamente la stella, cioè il tempo che trascorre dal principio dell’occultazione, quando la Luna comincia a coprire la stella, alla sua fine, quando la stella non è più visibile. Nonostante questa abbondanza di misurazioni, i diversi studi presentano ancora risultati discordanti.

Il più importante studio dedicato alla misura del raggio di Aldebaran è probabilmente quello di Richichi & Roccatagliata (2005). Lo studio che combina risultati ottenuti tramite il metodo dell’occultazione a risultati ottenuti tramite misurazioni interferometriche. La misura media ottenuta tramite le occultazioni lunari da parte dei due studiosi è 19,95±0,03 mas (milliarcosecondo); mentre quella ottenuta tramite l’interferometro è 19,98±0,05 mas. La media diventa 20,58±0,03 mas, quando sia stata operata una opportuna correzione per tenere conto dell’oscuramento al bordo. Si tratta probabilmente della migliore stima del diametro della stella a nostra disposizione.

Se Aldebaran fosse al posto del Sole, occuperebbe metà dell’orbita di Mercurio e apparirebbe dalla Terra come un disco di 20° di diametro.

Analisi spettrale

In astronomia le stelle vengono classificate in base al proprio spettro e conseguentemente alla temperatura superficiale. Nel diagramma HR si mette in relazione la temperatura con la luminosità della stella. La linea centrale è detta sequenza principale e comprende la maggior parte delle stelle.

Aldebaran è una stella vecchia che ha lasciato da tempo la sequenza principale. La sua classe è K5III, ovvero:

  • K: colore della stella
  • 5: sottoclasse di temperatura
  • III: luminosità della stella

Le linee di assorbimento di H sono meno evidenti, mentre si possono notare elementi più pesanti.

 

 

Infra è allegata la presentazione su Aldebaran del 6 marzo 2017 a cura di Massimiliano Guazzardi e Gabriele Garreffa.

Aldebaran