Vademecum alla scelta di un telescopio

Questa non vuole essere una guida esaustiva per la scelta di un telescopio ma un elenco di suggerimenti da tenere a mente quando si acquista uno strumento.

Il diametro è insostituibile un 20cm di un C8 saranno sempre superiori ad un rifrattore da 10, 12 o 15cm.

Iniziamo a suddividere gli strumenti in rifrattori e riflettori (includendo tra questi sia newton che SCT o MC). Ecco alcune considerazioni prettamente meccaniche.

Rifrattori

Vantaggi:

  • se non lo si lascia cadere non si scollima,
  • il diametro inferiore soffre meno del seeing scarso (=cielo turbolento)

Svantaggi:

  • pesa molto per il diametro che ha
  • tendenzialmente sono più lunghi e quindi hanno bisogno di montature più grandi
  • come gli SCT e i MC soffrono di acclimatazione termica lenta (una lente grossa potrebbe non acclimatarsi in una intera nottata)

Riflettori newton

Vantaggi:

  • a parità di diametro costa meno di un rifrattore, di SCT o di un MC
  • essendo aperto si acclimata in fretta
  • essendo di focale (tendenzialmente) più aperta (F5, F6) sono più adatti al profondo cielo

Svantaggi:

  • bisogna collimare due specchi (i newton con barlow nel cercatore non sono facili da regolare)
  • hanno dei fuocheggiatori piuttosto corti quindi può essere problematico andare a fuoco con torrette binoculari o reflex

Parlando invece di ottica ci sono altre considerazioni da fare.
I rifrattori, essendo strumenti a rifrazione, soffrono di cromatismo (se non sono apocromatici) e coma (se sono corti).
Il cromatismo è dovuto al fatto che il fuoco di rosso, verde e blu non coincidono quindi, se si metteno a fuoco rosso e verde (acromatici), il blu rimane fuori fuoco e sdoppia i dettagli riducendone quindi la visibilità; a questo si può ovviare con rifrattori di focale molto lunga, per esempio F13, ma la luminosità dello strumento scende rendendo lo strumento adatto solo ai soggetti molto luminosi: pianeti, luna, sole, stelle doppie, penalizzando il profondo cielo.

I newton invece soffrono di coma (deformazione periferica delle immagini); oltre ad usare correttori, la soluzione più adottata è di allungarne la focale con un notevole incremento del peso. Un newton F8 equivale ad un rifrattore dello stesso diametro; però un 150F8 può pesare 15Kg e ci vuole una montatura solida, come una EQ6, per sostenerlo.

Concludiamo con gli SCT (Shmidt Cassegrain) e i MC (Maksutov Cassegrain): gli SCT (tipo il C8) non soffrono di cromatismo perché hanno solo una lastra che corregge parzialmente il percorso della luce ma funzionano grazie agli specchi. L’SCT è come un newton compatto: ha lo svantaggio di avere uno specchio secondario grosso (30~36%) di ostruzione con conseguente impasto dei dischi di Airy, ossia le creste di rifrazione dell’onda luminosa di una fonte di luce puntiforme: il risultato è che un dettaglio si allarga un po’ e quindi la risoluzione risultante è un po’ più bassa; in compenso il generoso diametro ne permette l’uso sul profondo cielo con un peso (per il C8) di 4.3Kg

Per ovviare al problema del secondario esistono gli MC che però equivalgono a rifrattori di lunga focale: permettono di raggiungere un grande dettaglio ma al costo di una grande perdita di luce, caratteristica che li vincola, principalmente, all’osservazione planetaria e delle stelle doppie (come i rifrattori a lungo fuoco).

Questa breve digressione sui principali tipi di strumenti (tralasciando i meno diffusi, come per esempio il Cassegrain puro) vuole essere un punto di partenza per riflessioni di maggior respiro. Resta comunque sempre valida un comune denominatore:

Il telescopio migliore è quello che verrà usato di più

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